PIL dell’economia tedesca: – 0,6% la crisi é arrivata in Germania

PIL dell'economia tedesca: - 0,6%La Germania è entrata ufficialmente in crisi economica: i dati dell’ultimo quadrimenstre del 2012 non danno spazio ad interpretazioni.

Il PIL tedesco è stato nel quarto trimestre del 2012 del – 0,6% e non sembra nemmeno stupire più di tanto, perché molti analisti lo prevedevano a -0,3% / -0,5%, quindi ‘tutto nella norma’, ma poi non tanto…

Come si può vedere dallo schema qui sulla destra, il PIL della Germania aveva già avuto dei problemi negli ultimi 40 anni solo nei periodi:

  1. inizio anni ’80,
  2. nel 1995-2000 ( dovuto all’unificazione tra le 2 germanie)
  3. nel 2008 (subito superato)

poi aveva conosciuto solo la crescita. Ma Noi come dovremmo sentirci di fronte a questa notizia?

Il calo del PIL a detta di tutti é dato dal calo delle esportazioni tedesche, fiore all’occhiello dell’economia della Germania.

Gran parte delle esportazioni sono fatte proprio nel territorio europeo e, visto che in Europa siamo tutti mediamente più poveri, acquistiamo meno anche dalla Germania.

Secondo molti analisti questo é solo l’inizio della crisi economia in Germania, che – fatte le dovute proporzioni – avrà un’andamento simile a quello di Grecia ed Italia.

Con questi nuovi dati è ufficiale: la Germania é in recessione

PIL dell’economia tedesca: – 0,6% la crisi é arrivata in Germaniaultima modifica: 2013-02-14T19:19:55+01:00da arrigosarti
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9 pensieri su “PIL dell’economia tedesca: – 0,6% la crisi é arrivata in Germania

  1. E’ l’ora dei teutoni, la Merkel dovrà prendersela con i contribuenti tedeschi aumentando la pressione fiscale. Ma le banche tedesche, come viaggiano? Ho l’impressione che il mare sia procelloso. Mi pareva logico, il mercato europeo non compra più per impossibilità economica, di conseguenza anche il mercato tedesco cade in crisi. Mal comune mezzo gaudio.
    CF

  2. operazione valchiria per la merkel, monti e hollande…governo provvisorio tenuta draghi e annessione dell’europa agli stati uniti in modo da abbassare i costi di produzione con maggiore tecnologia per dividersi il piatto dell’africa conteso con asia e russia, internazionalizzazione dei pozzo petroliferi per stabilire un prezzo unico globale dell’energia.

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